Quando l’antico incontra l’amicizia: una giornata tra salumi e sorrisi a San Sebastiano Curone


Ieri, stanco dopo una settimana impegnativa, avevo bisogno di un cambiamento. Un’imprudente osservazione di … un’idiota… aveva minacciato di offuscare il mio sabato, ma ho deciso di non lasciarla prevalere e ho cercato qualcosa di rivitalizzante.
La mia oasi di pace? San Sebastiano Curone, rifugio di un caro amico, Fabio, più noto come “Il Cianta”. Quest’uomo, depositario di tradizioni millenarie, è un vero mago della norcineria. Le sue mani abili trasformano semplici ingredienti in delizie culinarie, e il suo salame è una testimonianza vivente di questa maestria. Questo non è un salame qualunque. È l’essenza stessa dell’amore e della dedizione di Fabio per il suo mestiere, maturato con cura nella sua antica cantina, affinato dall’aria fresca proveniente dall’Appennino. L’aroma è inebriante, ogni fetta è una celebrazione di sapori che raccontano anni di passione e dedizione.

Entrare nella sua cantina, risalente al 1400, è un’esperienza che riporta indietro nel tempo. Salami “cuciti” pendono maestosamente dai soffitti, un’esibizione di arte e tradizione che lascia senza fiato.
L’amicizia ha il dono di ridare colore ai giorni grigi e, in quel momento, tra le mura storiche e i profumi inebrianti, ho sentito un’onda di serenità. Ho concluso il mio pellegrinaggio culinario al Bar Statuto, da Laura, la sorella di Fabio, in piazza a San Sebastiano. Un luogo dove il tempo sembra scorrere più lentamente, dove ogni sguardo è un saluto e ogni sorriso è genuino.
La differenza con Milano, dove vivo, è palpabile. Lì, gli sguardi sono spesso indifferenti, qui brillano di calore umano e familiarità.
Non un avventura, ma un viaggio nella semplicità e nell’autenticità. E sono felice di averlo intrapreso, perché in quel breve viaggio ho ritrovato un pezzo di me stesso.
